Storia del Botticino

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Storia del Marmo Botticino

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Questi articoli sono tratti da www.wikipedia.it

Marmo Botticino

In epoca romana l'abbondanza di pietra e marmo nelle zona di Botticino, permise a tutti i ceti sociali di ricorrere ad iscrizioni in pietra, permettendo lo sviluppo di una cospicua tradizione epigrafica. Estrazione e lavorazione del marmo, con l'elevato livello tecnologico raggiunto dalle officine, permisero un'organizzazione del lavoro di tipo "industriale". Le cave furono aperte nel dorso orientale del promontorio della Trinità, vicino al quale, venivano depositati i blocchi di marmo estratti. Il marmo veniva poi tagliato e trasportato alle botteghe o nei cantieri. Probabilmente intorno alle cave sorsero villaggi per gli operai e le loro famiglie. Il botticino fu utilizzato dalle officine locali come "materiale ad uso artistico", negli edifici pubblici della città, insieme a marmi d'importazione.

Il più antico pezzo bresciano in botticino è un capitello del I sec. a.C., infatti fu in età imperiale che si diffuse l'utilizzo del marmo bianco, nei progetti di ristrutturazione ed edificazione, confermando la perizia della produzione locale e l'esistenza di un mercato di esportazione del prodotto grezzo e finito.

All'inizio del Novecento, a Botticino si estraeva il blocco e a Rezzato si trasformava il marmo; le prime società di estrazione volte ad organizzare il lavoro, formare i giovani e favorire la specializzazione, furono le cooperative.

Dati tecnici Il giacimento di pietra calcarea a est di Brescia, da cui si estrae il marmo Botticino Classico, si formò tra 190 e 60 milioni di anni fa dal lento e continuo processo di sedimentazione, cementazione e ricristallizzazione di fanghi calcarei in un "mare lagunare" di età mesozoica. Il clima di tipo tropicale ospitava organismi che, fossilizzati, costituiscono ora una delle peculiarità del marmo. La varietà cromatica del Botticino Classico è infatti originata dalla diversa concentrazione e andamento di inclusioni di origine organica e inorganica nella pasta omogenea di fondo composta da fango fine, carbonatico e prevalentemente calcareo, che prende il nome di micrite. L'estrema compattezza, con bassi valori di assorbimento e porosità, rende il Botticino Classico idoneo all'impiego all'esterno e ne determina caratteristiche meccaniche quali la resistenza alla compressione, alla flessione e all'usura. Per l'indiscutibile bellezza e le grandi doti di resistenza, è dunque considerato un marmo pregiato.  

Origine geologica

Il giacimento di pietra calcarea a est di Brescia, da cui si estrae il marmo Botticino Classico, si formò tra 190 e 60 milioni di anni fa dal lento e continuo processo di sedimentazione, cementazione e ricristallizzazione di fanghi calcarei in un "mare lagunare" di età mesozoica. Il clima di tipo tropicale ospitava organismi che, fossilizzati, costituiscono ora una delle peculiarità del marmo.

La varietà cromatica del Botticino Classico è infatti originata dalla diversa concentrazione e andamento di inclusioni di origine organica e inorganica nella pasta omogenea di fondo composta da fango fine, carbonatico e prevalentemente calcareo, che prende il nome di micrite.

Dati tecnici

L'estrema compattezza, con bassi valori di assorbimento e porosità, rende il Botticino Classico idoneo all'impiego all'esterno e ne determina caratteristiche meccaniche quali la resistenza alla compressione, alla flessione e all'usura. Per l'indiscutibile bellezza e le grandi doti di resistenza, è dunque considerato un marmo pregiato.

Cenni storici

Il bacino sestrattivo del Botticino Classico esiste da duemila anni. In epoca romana l'abbondanza di pietra e marmo nelle zona di Botticino, permise a tutti i ceti sociali di ricorrere ad iscrizioni in pietra, permettendo lo sviluppo di una cospicua tradizione epigrafica. Estrazione e lavorazione del marmo, con l'elevato livello tecnologico raggiunto dalle officine, permisero un'organizzazione del lavoro di tipo "industriale". Le cave furono aperte nel dorso orientale del promontorio della Trinità, vicino al quale, venivano depositati i blocchi di marmo estratti. Il marmo veniva poi tagliato e trasportato alle botteghe o nei cantieri. Probabilmente intorno alle cave sorsero villaggi per gli operai e le loro famiglie. Il botticino fu utilizzato dalle officine locali come "materiale ad uso artistico", negli edifici pubblici della città, insieme a marmi d'importazione.

All'inizio del XX secolo, a Botticino si estraeva il blocco e a Rezzato si trasformava il marmo; le prime società di estrazione volte ad organizzare il lavoro, formare i giovani e favorire la specializzazione, furono le cooperative.

Da qualche anno esiste un marchio registrato che identifica il materiale proveniente dalla zona classica, il comune di Botticino, promosso dal "Consorzio produttori marmo Botticino Classico" di cui fanno parte tutti i coltivatori della zona classica ed il Comune di Botticino.

Ad oggi il bacino di Brescia è il secondo bacino per importanza nell'escavazione di pietre ornamentali d'Italia, dopo quello di Carrara.

 


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